venerdì 17 maggio 2013

Maggio e le rondini di primavera nel cielo di Rodi

16 maggio 2013, sette di pomeriggio, Rodi Garganico.
Dopo un'intensa giornata di lavoro salgo in terrazza, al terzo piano, sopra tutto e tutti.
Mi affaccio e mi guardo intorno.
Il sole inizia a scendere, tra poco andrà a dormire.
C'è nell'aria profumo di primavera.
Il vento è timido, dolcemente tiepido.
Sulle case linee d'ombra lasciano spazio ai colori intensi e caldi di un imminente tramonto.
In sottofondo le voci di un paese che si avvia al termine della giornata.
Confidenze tra amici, risate, urla di bimbi.
Pochissimo traffico.
Una coppia di fidanzatini si abbracciano in scooter sfrecciando verso la spiaggia.
In lontananza, dietro il grande pino, il mare. Oggi è calmo, di un bel blu deciso.
Mi voglio rilassare, allora prendo qualche altro minuto per me. Mi siedo a terra, a pensare.
Alzo lo sguardo. Uno spettacolo mi si rivela davanti.
Eccole. Sono decine, forse di più:
il cielo azzurro è gremito di centinaia di puntini neri.
Ha la bellezza e la dinamicità del più bel quadro mai visto.
Chi più vicino, chi più in alto,
si rincorrono, scappano, in una perfetta confusione di linee geometriche.
Il loro canto acuto risuona nel tempo e nello spazio, sovrastando gli altri rumori di paese.
Così rubano tutta la mia attenzione, con il loro canto, il loro volo, la loro libertà.
Così indaffarate, o spensierate.
In ogni caso libere, decisamente, meravigliosamente libere.
Ad ali spiegate, noncuranti di ciò che avviene nel resto del mondo.
Eccole, le rondini.
Ed è li che senti che è Primavera.


Rondini di primavera
soavi danzano
senza catena
Rondini
quante...son belle
puntini neri in questo azzurro
come nella notte le stelle
Rondine
voli,
leggera nell'aria
senza un pensiero
che possa renderti schiava
Rondine, senza sosta
continui il tuo canto
volando sul mare
per poi ritornare
Qui, su di me
riporti tutto il senso
di una neonata stagione
che è un fervido incanto
Lei è colore, è calore,
è profumo, è un dolce vigore
Lei si chiama Primavera
e mi bacia e mi abbraccia
esplodendo
nel suo leggero splendore.

Alessandra